lunedì 3 agosto 2009

Ignacio Matte Blanco


Santiago del Cile, 3 ottobre 1908 – Roma, 11 gennaio 1995


È stato compagno di studi di Salvador Allende al ginnasio tedesco di Santiago. Specializzatosi a Londra in neuropsichiatria, ha modo di entrare in contratto con la teoria freudiana e kleiniana al British Psychoanalitical Institute. Tornato in Cile è fondatore della Società psicoanalitica cilena; dal 1966 visse a Roma come docente di psicopatologia e analista didatta presso la Società psicoanalitica italiana.

Distingue un pensiero logico-aristotelico, dove prevale il principio di non contraddizione, (asimmetrico) proprio del conscio; dal pensiero simmetrico, dove la logica è assente e i vari pensieri sono in contraddizione tra loro. Le potenzialità del pensiero simmetrico sono infinite. Ipotizza cosi una Super Logica Unitaria, la quale comprenderebbe assieme ragione e sentimenti. Questo pone un grosso problema epistemologico.

Freud afferma che i processi del sistema inconscio sono atemporali, la qual cosa è un'apparente contraddizione. Perché un processo, per definizione, è qualcosa che si svolge nel tempo. Pertanto, dire che i processi inconsci sono atemporali è una contraddizione, è un'antinomia; ebbene, negli esseri umani e anche nel mondo esiste questa antinomia. Per questa ragione, quando Freud asserisce l'atemporalità dell'inconscio dice il vero.” […] “nell'inconscio, in un certo senso, si conosce il tempo. Infatti l’inconscio può conoscere ciò che viene prima e ciò che viene dopo. Ma in alcuni aspetti tratta tutto come se non esistesse il tempo e quindi è antinomico, perché mentre ci sono momenti in cui l'inconscio rispetta le leggi della logica classica o cosiddetta aristotelica, in altri ne fa piazza pulita. Questa fondamentale scoperta freudiana non solo è abbastanza sconosciuta a chi è estraneo all'esercizio della psicoanalisi, ma oserei dire che nemmeno gli psicoanalisti che conoscono molto bene la sua esistenza, sono arrivati a sfruttarla in tutte le sue potenzialità. La ragione è che adoperare e sfruttare un'antinomia è cosa molto difficile.” […]

L’inconscio freudiano, accanto ai paradossi di Zenone e al concetto matematico di infinito rappresentano lo scandalo più forte all’interno della nostra epistemologia attuale, che si basa sul principio di non contraddizione.”

Le antinomie all'interno della mente umana, come nei paradossi dei presocratici o nel concetto stesso di infinito, sono una “scoperta postuma” di Freud, perchè, come spiega lo stesso Matte Blanco, nessuno si è accorto di questa importante osservazione del Maestro. L'inconscio contempla assieme ragione ed emozione; tempo e non tempo, gli stessi concetti di bene e male, buono e cattivo, osservabili appieno attraverso il modello kleiniano: una madre buona ed una cattiva che inizialmente sono sentite come due entità separate, che appaiono a seconda della modalità affettiva del bambino, per poi in un secondo momento dello sviluppo, arrivare a fondersi assieme. Tutte queste antinomie compaiono spesso e passano quasi inosservate. C'è chi sostiene -di questo sono pienamente d'accordo- che all'aumentare di esperienze e messaggi contraddittori percepiti, aumenti anche la possibilità di sviluppare una psicosi.

"L´inconscio: un infinito dentro di noi".

La psicopatologia può essere quindi scongiurata solo grazie all'oscillazione tra razionale e irrazionale, un sano rapporto tra eros e psiche, tra sacro e profano. Cosi come l'odio non è possibile senza l'amore, e viceversa (altra antinomia... io stesso non lo avevo mai notato!) cosi la coscienza è inconcepibile senza l'incoscienza. E' questa l'essenza della bi-logica di Matte Blanco.

È l´emozione a diventare la madre del pensiero, a generarlo e a sovrastarlo. In assenza di emozioni, il pensiero è sterile, controllante, una forma di razionalità che coglie solo la superficie della realtà interna. Del resto non siamo computer, siamo esseri biologici, "bi-logici": prima ancora che pensiero siamo carne, e molto spesso all´origine del pensiero c´è una turbolenza che nasce come disordine.”

E' sorprendente come si possano trovare filosofi occidentali dei secoli precedenti in linea con queste conclusioni scientifiche. Da Voltaire con il suo concetto di sano ideale che oscilla tra il sacro e il profano (ripreso come principio fondamentale della Satira moderna da Daniele Luttazzi) a Kant che ci ricorda come razionale ed irrazionale siano entrambi legittimi, ma se uniti generano contraddizione... perchè la coscienza è la sede privilegiata della razionalità. Matte Blanco, definendosi freudiano-kleiniano è lui stesso un esempio vivente di questo aspetto epistemologico della mente. Egli infatti concilia assieme due modelli assieme validi ma che in diversi punti contrastano, pur essendo entrambi corretti. La misura è l'uomo di Democrito, e cosi torniamo ai presocratici. La singola persona che vive e ha vissuto esperienze uniche sarà -a seconda della sua anamnesi- analizzabile con Freud, piuttosto che con Jung, la Klein, ecc. Secondo alcuni Matte Blanco uccise Freud per riscoprirlo dentro di sé... non so se è proprio cosi, ma una contraddizione era il miglior modo per concludere questo articolo.

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