(Revergaro, 1921 - Milano, 1985)
Laureato in medicina e chirurgia, si specializza anche in psichiatria e viene introdotto alla psicoanalisi da Cesare Musatti, che gli apre le porte della società psicoanalitica italiana. Sarà il primo docente di psicoanalisi nell'università di Trento proprio nel 1968 trovando un ambiente fatto di studenti aperti alle questioni sociali.
Fornari è stato un innovatore e un perfezionatore della psicoanalisi, sarà lui per primo a diffondere gli studi di Melanie Klein in Italia. Si interessa di polemologia, (lo studio sociologico della guerra) tanto da fondare la Società italiana di polemologia; perfeziona la teoria delle perversioni di Freud, sostenendo che queste sono in contrasto non tanto con la sessualità, quanto con la pregenitalità e quindi la loro fonte risale a errate simbolizzazioni del bambino. Inventa il concetto di "coinema", inteso come unità, ovvero i coinemi formano nel loro insieme affetti e concetti, unendo emozioni e parole in un unico modello linguistico e psicologico. Grande importanza ha il suo studio sulla guerra come fenomeno sociale.
Il nemico è identificato all'esterno frutto della proiezione dell'idea di morte negata all'interno e mutata all'esterno come minaccia. La nazione viene identificata come grande madre che nutre e che va difesa con il sacrificio umano del popolo in armi. La guerra in sé è una proiezione in altre sembianze dell'elaborazione del lutto.
"la realizzazione spettacolare di una situazione umana generale in cui la morte assume un valore assoluto" siamo certi delle idee per cui moriamo, pertanto la "morte diventa un processo dimostrativo"
Mi permetto di osservare a questo punto che la guerra descritta da Fornari ha molte affinità con le sette millenariste, dove il giorno della fine del mondo, tutti si suicidano in massa; la loro morte è un atto di fede ed è un sopravvivere al loro mondo di certezze ... l'unico a finire davvero, distrutto dalla realtà inappagante e inaccettabile del mondo esterno, dell'altro da sé che porta il nuovo, ma anche, inevitabilmente, la catastrofe indispensabile per il cambiamento.
Articoli correlati:












0 commenti:
Posta un commento