martedì 4 agosto 2009

Franco Fornari (2 di 2)

La Guerra


In linea con il modello kleiniano, Fornari si rifà ai meccanismi di difesa nei confronti delle angosce schizo paranoidi e depressive. Tutto si fonda sulla colpa inconscia per aver aggredito e danneggiato l'oggetto amato, (la madre) prima diviso in buono e cattivo, ora un tutt'uno.

“Mai più la guerra”

Tutto questo porta a cercare una via di bonifica attraverso questi meccanismi per mezzo delle istituzioni sociali contro un nemico esterno. La guerra è quindi un fenomeno di responsabilità collettiva. Si espia la colpa con la vita per salvare la madre, il bambino cannibalesco dei primi mesi di vita viene cosi convogliato persona, dopo persona verso l'altro da sé, lo straniero, il nemico da abbattere. Da notare come il leader, il capo popolo descritto da Freud funga da padre idealizzato da ogni cittadino; solo lui può toccare la madre (la nazione) e se si analizza l'etimologia della parola "patria", scopriamo che significa "terra dei padri". In questo modo Fornari fa quello che Reich fece con la sua "Sex Pol". Ma al contrario di quest'ultimo che cerca di conciliare marxismo, psicoanalisi e libertà sessuale; mantiene una posizione "laica" priva di contaminazioni ideologiche. Lo spettro della guerra atomica e il desiderio di una politica orientata per soluzioni sono effettivamente questioni trasversali. Fornari è certamente uno dei primi a usare la psicoanalisi per analizzare la politica, non per controllare le masse, ma per liberarle dai meccanismi del potere. Emulo di Freud che ricorda fin dall'inizio che la cultura dominante ha bisogno di tenere a bada gli istinti e le pulsioni umani in modo da garantirsene il controllo, impedendo che la civiltà si dissolva.

Un grande pensatore del secolo scorso colpito dall'analisi che Freud fece della guerra e dell'Io collettivo cosi scrisse:

La psicoanalisi è "la pietra angolare dell'edificio di una nuova antropologia e quindi di una nuova cultura, che avrebbe potuto accogliere il futuro di un'umanità più saggia e più libera". (Thomas Mann)

Fornari riprenderà queste parole facendole sue. Peccato che oggi risuonino ancora come mera utopia. L'ultima speranza sta nella decifrazione dei coinemi, appartenenti a un codice innato inconscio (Il Codice vivente) alla base del quale ci sarebbe -secondo Fornari- ogni fenomeno mentale umano, dalle parole ai sogni, ecc. Fin'ora non ci sono risultati definitivi. Si tratta di una frontiera ancora nuova e inesplorata della psicoanalisi. I coinemi spiegherebbero non solo la rappresentazione plastica (simbolismo onirico) di Freud, ma anche gli archetipi di Jung e si conciliano a mio parere anche con il modello bioniano di mente, di cui parleremo prossimamente.

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