
La fantasia inconscia (phantasy) è un sottofondo che fin dalla nascita contraddistingue la vita mentale, è "un mondo di forme interiori intensamente investite affettivamente", che "in forma mascherata" riemerge, anche nelle forme del sogno. Si tratta, è una primitiva attività mentale che da forma all'esperienza, intesa come interiore ed esteriore. Le fantasie formano una sorta di "film della mente", che accompagna tutte le nostre attività mentali. La fantasia inconscia inizialmente è visiva, poi il rapporto con il proprio corpo e con il mondo esterno prende forma a seconda delle varie modalità affettive, si percepiscono delle relazioni in atto tra Sé e oggetto (la madre). Emotività e conoscenza, sviluppo emotivo e intellettivo sono strettamente intrecciati e l'uno influenza fortemente l'altro.
Le fantasie inconsce ci accompagnano per tutta la vita, sono l'origine dei nostri desideri e delle nostre pulsioni (intese come istanze dell'Io) tutto questo è ben visibile attraverso lo studio dei sogni, dove il mondo interno kleiniano riemerge. Lutti, privazioni, liti nell'ambito della famiglia del bambino, anche se non capite vengono comunque assorbite, ed entrano a far parte della base attorno al quale si forma la personalità ed il Sé. E' importante quindi osservare il comportamento del bambino nel contesto in cui si svolge, il contesto è la causa prima del comportamento, dal momento che si lavora sulla psiche e sull'inconscio, ogni dettaglio, anche il più insignificante, è di grande importanza nello studio del comportamento. Tutti principi metodologici dei quali il merito va a Susan Isaacs.
"Il bambino non può giudicare padre, madre e insegnante che sulla base del loro comportamento e dell'atteggiamento affettivo che hanno nei suoi confronti. Parole, comandamenti verbali, principi astratti, non hanno alcun significato se non nella misura in cui vengono sostanziati nelle azioni e nelle personalità delle figure da cui il bambino dipende. Ciò che genitori e insegnanti sono, e la sua esperienza reale di loro, è infinitamente più importante di quanto affermano o pretendono di essere, o di quello che dicono a lui che dovrebbe essere".
La famiglia, forma di Super-io ce la portiamo sempre dentro e costituisce la base della nostra "micro cultura famigliare" che ci serve ad interagire a vari livelli con le altre culture dell'ambiente circostante e con la cultura dominante della società.
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