venerdì 7 agosto 2009

Melanie Klein (5 di 7)

Lo sviluppo


Già in "Psicoanalisi dei bambini" (1932) in sintonia con Abraham, troviamo la definizione di "oggetti parziali" quali seno, feci, ecc., in relazione alle fasi dello sviluppo psicosessuale; con la definizione della fase orale come cannibalesca e quella anale come espulsiva. Entrambe queste fasi rappresentano punti di fissazione della psicosi maniaco-depressiva. Il Super-io si presenta prima del complesso di Edipo e rappresenta l'insieme delle controparti dei moti sadici con conseguente paura di ritorzione degli oggetti genitoriali.

"Il bambino desidera ardentemente distruggere l'oggetto libidico, mordendolo, divorandolo, facendolo a pezzi. Ma poiché al destarsi delle tendenze edipiche consegue l'introiezione dell'oggetto che diventa colui dal quale ci si deve attendere una punizione, si ha il sorgere dell'angoscia. Il bambino teme allora una punizione che corrisponde al proprio modo di fare il male e il Super-io diventa qualcosa che morde, divora, fa a pezzi".

Insomma, il Super-io si forma subito in correlazione della innata pulsione di morte, secondo il senso kleiniano del termine. Esso anticipa e promuove l'Edipo.

"Il seno e il pene sono" [...] "gli oggetti primari originari, dei desideri orali del lattante". Esiste quindi "un'innata conoscenza inconscia dell'esistenza sia del pene sia della vagina". Si forma cosi una equivalenza "seno-pene". Si parte da una fase di femminilità comune a entrambe i sessi. Attraverso spinte sadiche e di riparazione con l'Edipo positivo il bambino consegue una fiducia "abbastanza salda nella bontà del genitale maschile, sia del padre che del suo", tale fiducia è condizionata da un buon rapporto col seno materno e nel pene in esso contenuto. La bambina non si sente di aver perso il pene, come sostiene Freud, subito sviluppa l'impulso a depredare il ventre materno, con annessa paura di ritorzione, essa ha già la cognizione di una sessualità propria. Per la salute mentale il buon rapporto col seno è quindi fondamentale. L'Io si forma a seguito di proiezioni difensive contro l'angoscia (inizialmente prevalenti) e infine delle introiezioni, che possono interiorizzare anche l'oggetto cattivo, salvaguardando cosi quello buono.

Il meccanismo della scissione garantisce la separazione a scopo difensivo delle parti buone da quelle cattive. Solo successivamente le parti scisse si integrano e "buono-cattivo" sono riconosciute come parti della stessa persona.

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