venerdì 7 agosto 2009

Melanie Klein (4 di 7)

La motivazione


L'oggetto assume peso motivazionale per la Klein. Esso non è il mero mezzo con cui si soddisfa la pulsione, l'oggetto stesso è motivazionale. Angoscia e aggressività verso l'oggetto sono presenti fin dalla nascita, con tanto di continui moti sadici.

"E' un'idea terrificante per non dire incredibile per la nostra mentalità, quella di un bambino dai sei ai dodici mesi, che tenti di distruggere la madre con tutti i mezzi che le sue tendenze sadiche gli mettono a disposizione, con i denti, le unghie, gli escrementi e con tutto il proprio corpo trasformato fantasticamente in ogni sorta di armi letali. Io, per personale esperienza, so quanto sia difficile ammettere che tali idee ripugnanti rispondano a verità".

L'aggressività è vista come "proiezione all'esterno" della pulsione di morte. Solo che la Klein non la intende come Freud ad una tendenza biologica di tornare ad uno stato di energia zero. Infatti la Klein nega il punto di vista economico. In pratica la pulsione di morte equivale a quella aggressiva e si manifesta nell'identificazione proiettiva, la dove l'oggetto diventa cattivo in quanto il bambino vi proietta le sue parti cattive. In "Invidia e gratitudine" (1957) definisce le motivazioni come egoistiche; l'invidia è un "sentimento di rabbia perchè un'altra persona possiede qualcosa che desideriamo e ne gode: l'impulso invidioso mira a portarla via e a danneggiarla". Libido e aggressività sono modalità con cui si intenziona l'oggetto (buono o cattivo) a seconda dello stato in cui si trova in relazione ad esso.

"L'urina e le feci rappresentano agenti di distruzione quando il bambino odia e doni quando ama".

In linea con i filosofi Spinoza e Leibniz, cosi come con Freud, l'idea di per sé è forza, cioè promotrice di comportamento. L'angoscia viene lo stesso ridimensionata. Non si tratta del segnale di una mancata rimozione, secondo il modello freudiano, ma della innata legge del taglione esistente dentro di noi; in conseguenza dei moti sadici verso gli oggetti, se ne teme quindi una ritorzione.

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