giovedì 6 agosto 2009

Hanna Segal (2 di 2)

Istinti e Fantasie


La distinzione concettuale tra fantasy (fantasia conscia) e phantasy (fantasia inconscia o fantasma kleiniano) è importante per poter chiarire tutti i fraintendimenti che possono nascere tra il mondo interno kleiniano e le istanze psichiche del modello strutturale freudiano. Io, Es e Super-io infatti, non sono degli omini che, come nei cartoni di Albert Barillè (autore di "Esplorando il corpo umano") si muovono e agiscono nella nostra testa. Freud, come Barillè concettualizza secondo lo stile meccanicista della sua epoca quello che la Klein rileva essere il mondo interno. Le istanze di Freud sono "phantasy", presenze sentite inconsciamente dentro di noi. Lo stesso complesso edipico -cosi come il mito da cui è ispirato- sono phantasy derivate dal mondo interno.

Non penserete davvero che un freudiano creda sul serio ad un bambino che sogna di tagliare con le forbici il pistolone del padre!

Altra definizione freudiana che può fare confusione è quella che viene formulata dal Maestro in "Pulsioni e loro vicissitudini" (1915) la dove spiega che gli istinti non accedono mai alla coscienza, la dove invece hanno accesso le idee che li rappresentano. Se gli istinti si presentano fin dalla nascita è implicita una fantasia allucinatoria che rappresenti l'istinto, se passiamo da idee a phantasy stiamo parlando della stessa cosa, non di due teorie che si mandano a quel paese tra loro. Istinto e pulsione, due concetti spesso confusi tra loro -anche a causa di cattive traduzioni dal tedesco- sono concetti che meritano un ulteriore chiarimento. Se parliamo di una spinta che ha origine ta lo psichico e il somatico, per Freud stiamo parlando della stessa cosa. Ma gli istinti sono "più somatici" ... sono determinati geneticamente, si tratta di pulsioni prettamente animali. Per tanto non è da escludere che le pulsioni, o ciò che Freud concettualizza come tali, non siano altro che istanze dell'Io che deve rispondere non solo alle motivazioni interiori, (istinti e pulsioni parziali) ma anche a quelle dell'ambiente in cui si trova. Lo abbiamo visto meglio nel capitolo dedicato agli psicologi dell'Io. Il cui maggiore rappresentante europeo, Anna Freud, entra in contrasto con il modello kleiniano. Infatti, come spiega bene la Segal le fantasie sono istanze dell'Io, esso quindi si genera molto precocemente rispetto a quanto ipotizzano psicoanalisti come La Freud.

Le fantasie difensive come scissione e idealizzazione, sono da considerarsi separate dai meccanismi di difesa veri e propri come la rimozione. L'Io in sé è da considerarsi un "precipitato di cariche oggettuali abbandonate" (rimosse). Quindi le fantasie sono vicarie dei meccanismi di difesa veri e propri. Non posso rimuovere il "cattivo" senza che ci sia anche una scissione del "cattivo" dal "buono" e senza che le parti buone vengano internalizzate per il processo di idealizzazione. Diversi post addietro parlammo di Io ideale e Ideale dell'io ... per chi ha letto con ordine i post, tutto trova un senso ed una correlazione (almeno spero!) cosi come per chi, come me, è appassionato già da tempo a questa materia.

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